Come X sta cambiando il modo in cui ci informiamo: le Custom Timelines e l’era della personalizzazione

Custom Timelines X

Se utilizzi il social X, quello che una volta si chiamava Twitter, probabilmente ti è già capitato di passare dal visualizzare le notizie sulla politica a quelle sul calcio, dall’intelligenza artificiale all’attualità nel giro di pochi minuti. È uno dei punti di forza della piattaforma, ma a volte forse anche un limite: tutto convive nello stesso flusso di contenuti. Per questo sono state introdotte le Custom Timelines, che provano a mettere un po’ d’ordine, consentendo di creare feed dedicati ai temi che ci interessano.

A prima vista sembrano una semplice funzione per organizzare meglio la piattaforma. In realtà raccontano qualcosa di più: oggi la vera sfida non è avere accesso a più contenuti, ma riuscire a trovare più facilmente quelli davvero rilevanti per ogni singola persona.

Non è la prima volta che X cambia il nostro modo di informarci. Lo ha già fatto in passato, contribuendo a rendere più diretto il rapporto tra cittadini, istituzioni e media e trasformando il modo in cui seguiamo gli eventi in tempo reale. Oggi sembra voler compiere un altro passo in questa evoluzione.

Le Custom Timelines di X, non una semplice funzionalità

Le Custom Timelines permettono di creare fino a dieci feed tematici dedicati ai propri interessi, organizzando l’esperienza sulla piattaforma in modo più ordinato e personalizzato. Sarebbe però riduttivo considerarle soltanto una nuova funzionalità. Si inseriscono in un percorso che, nel corso degli anni, ha portato X a cambiare più volte il rapporto tra persone, contenuti e informazione, influenzando anche il modo in cui gli utenti interagiscono e utilizzano la piattaforma. Per capire perché rappresentano un’evoluzione di questo percorso, vale la pena fare un piccolo e rapido passo indietro e immediatamente dopo andare a vedere come funzionano.

Twitter e X avevano già cambiato il nostro modo di informarci

Per capire perché le Custom Timelines meritano attenzione, bisogna fare un piccolo passo indietro.

Da quasi vent’anni X, quando ancora si chiamava Twitter, contribuisce a cambiare il nostro modo di informarci. Prima ha accorciato le distanze tra cittadini, istituzioni e giornalisti, rendendo la comunicazione più diretta. Poi è diventato uno dei luoghi in cui seguire gli eventi in tempo reale, spesso anticipando il racconto di giornali e televisioni. Oggi questa evoluzione prosegue in modo diverso, meno appariscente ma non per questo meno significativa.

La sua forza iniziale non erano tanto i 140 caratteri, quanto la possibilità di abbattere molte delle barriere che fino ad allora separavano chi produceva informazione da chi la riceveva. Per la prima volta un cittadino poteva commentare pubblicamente le dichiarazioni di un ministro, un giornalista raccontare un evento mentre stava accadendo e un’istituzione aggiornare milioni di persone senza passare necessariamente dai media tradizionali. Negli anni, la piattaforma è diventata anche uno dei principali punti di riferimento per seguire le notizie in tempo reale, trasformando il modo in cui gli eventi vengono raccontati, condivisi e discussi online.

LEGGI ANCHE – Come funziona Twitter, la guida completa.

Custom Timelines: dalla disintermediazione alla personalizzazione

Con il tempo questo Social non si è limitata ad aggiungere nuove funzionalità, ma ha progressivamente ampliato gli strumenti a disposizione degli utenti:

  • Gli hashtag hanno reso più semplice seguire le conversazioni su uno stesso tema;
  • I Trending Topics hanno portato all’attenzione gli argomenti più discussi del momento;
  • I thread hanno trasformato una sequenza di post in uno strumento di approfondimento;
  • Successivamente sono arrivati gli Articles, pensati per sviluppare contenuti più articolati;
  • Le Community Notes, che puntano a contestualizzare le informazioni attraverso il contributo della comunità;
  • E poi Grok, l’Intelligenza Artificiale di X, che introduce nuove modalità di ricerca e interazione con i contenuti.

Se dovessi riassumere questa evoluzione in poche parole, userei un’espressione: dalla disintermediazione alla personalizzazione.

Le Custom Timelines si inseriscono proprio in questo percorso. Non cambiano il modo in cui i contenuti vengono pubblicati, ma il modo in cui vengono organizzati e consultati. Consentono agli utenti di costruire un’esperienza sempre più vicina ai propri interessi, affiancandosi alle sezioni “Per te” e “Seguiti” e alle Liste personalizzate. È un cambiamento meno evidente rispetto alle grandi innovazioni del passato, ma racconta bene la direzione verso cui X sembra voler andare: offrire agli utenti un controllo sempre maggiore sul proprio ecosistema informativo.

Cosa cambia con le Custom Timelines

Le Custom Timelines nascono con un obiettivo molto semplice: permettere agli utenti di organizzare meglio le informazioni che desiderano seguire.

Fino a oggi l’esperienza su X ruotava principalmente attorno a due feed:

  • La scheda Per te, alimentata dall’algoritmo, propone contenuti selezionati in base ai nostri interessi e alle nostre interazioni;
  • Seguiti, invece, mostra prevalentemente i post degli account che abbiamo deciso di seguire.

Adesso questa nuova funzionalità aggiunge un terzo livello di personalizzazione. Non organizzano il feed in base alle persone, ma agli argomenti.

L’utente può infatti creare fino a dieci timeline dedicate a temi specifici, scegliendo tra oltre 75 categorie disponibili: politica, economia, sport, tecnologia, intelligenza artificiale, arte, musica, fotografia, cinema, moda, cucina e molte altre. In questo modo è possibile passare rapidamente da un argomento all’altro senza dover filtrare continuamente un unico flusso di contenuti.

L’idea, in fondo, è quella di trasformare questo social in una sorta di edicola digitale personalizzata, dove ogni sezione raccoglie soltanto le conversazioni relative a un determinato interesse.

Come creare e utilizzare le Custom Timelines

Utilizzarle è piuttosto semplice. Dalla schermata principale della piattaforma è possibile aggiungere una nuova timeline accanto alle sezioni “Per te” e “Seguiti”, scegliendo uno degli argomenti disponibili. Una volta effettuata la selezione, la piattaforma genera automaticamente un feed dedicato che raccoglie i contenuti ritenuti più pertinenti.

A differenza delle Liste, che mostrano esclusivamente i post pubblicati dagli utenti scelti manualmente, le Custom Timelines selezionano i contenuti in base all’argomento. In pratica, non importa chi abbia pubblicato un post: se è considerato rilevante per il tema scelto, può comparire nella timeline.

Dietro questo sistema c’è anche il sistema di Grok, l’intelligenza artificiale sviluppata da xAI, che contribuisce ad analizzare i contenuti e a individuare quelli più pertinenti. A completare questa strategia c’è anche Snooze Topics, una funzione che permette di nascondere temporaneamente determinati argomenti dal proprio feed per 24 ore.

Chi utilizza X per lavorare (o per cercare lavoro) può ricavarne un vantaggio concreto. Un giornalista potrebbe creare timeline dedicate a politica, esteri ed economia; un social media manager potrebbe separare social media, intelligenza artificiale e marketing; un appassionato di sport potrebbe seguire calcio, Formula 1 e tennis senza mischiare continuamente i contenuti. S poi è un appassionato di videogiochi c’è anche la sezione dedicata al gaming online.

Più che aggiungere un nuovo feed, offre quindi un modo diverso di organizzare il tempo trascorso sulla piattaforma.

Perché X punta sempre di più sulla personalizzazione

A prima vista potrebbe sembrare un semplice aggiornamento dell’interfaccia. In realtà, credo che racconti qualcosa di più.

Negli ultimi anni abbiamo assistito a un cambiamento profondo nel modo in cui utilizziamo i Social. Per molto tempo la sfida delle piattaforme è stata quella di mostrarci quanti più contenuti possibile. Oggi il problema è quasi l’opposto: i contenuti sono così tanti che diventa sempre più difficile trovare quelli davvero rilevanti.

È probabilmente questa la direzione che X sta cercando di seguire. Le Custom Timelines si affiancano alle schede “Per te” e “Seguiti”, alle Liste e a strumenti come Snooze Topics, offrendo agli utenti un controllo sempre maggiore sul proprio ecosistema informativo.

È una scelta interessante anche da un punto di vista strategico. Fino a pochi anni fa il dibattito sui social ruotava soprattutto attorno agli algoritmi: cosa decidono di mostrarci? Quanto influenzano ciò che leggiamo? Oggi, almeno in parte, l’attenzione sembra spostarsi su un altro aspetto: mettere gli utenti nelle condizioni di scegliere come organizzare le informazioni che ricevono.

Naturalmente l’algoritmo continua ad avere un ruolo importante. Ma la sensazione è che X voglia lasciare all’utente un margine di controllo molto più ampio rispetto al passato.

Più personalizzazione significa anche vivere in una bolla?

Ogni volta che una piattaforma introduce strumenti di personalizzazione nasce inevitabilmente la stessa domanda: scegliere meglio ciò che leggiamo significa anche esporsi a meno punti di vista?

Negli ultimi anni si è parlato molto di filter bubble ed echo chamber, cioè della tendenza degli algoritmi a mostrarci contenuti sempre più vicini ai nostri interessi e alle nostre convinzioni. È un tema serio e che riguarda praticamente tutti i social network. E di cui ho avuto il piacere di affrontare non molto tempo fa nel corso dell’evento di comunicazione politica “Istantanea Digitale”, a proposito di algoritmi e censura nell’era del freespeech.

Nel caso delle Custom Timelines, però, la questione è un po’ diversa. La piattaforma non ci chiede di scegliere quali opinioni leggere, ma quali argomenti seguire. Una timeline dedicata alla politica, ad esempio, può contenere posizioni anche molto lontane tra loro. Lo stesso vale per gli altri argomenti.

La vera differenza, quindi, non è tanto nella pluralità delle idee, quanto nella selezione dei temi. Se decidessimo di informarci soltanto su alcuni argomenti, ignorandone sistematicamente altri, il rischio di restringere il nostro orizzonte esisterebbe comunque.

Forse è proprio questa la riflessione più interessante. Per anni abbiamo discusso di algoritmi che sceglievano cosa mostrarci. Oggi iniziamo ad avere strumenti che ci permettono di costruire in prima persona il nostro spazio informativo. È una libertà maggiore, ma anche una responsabilità maggiore. Perché la qualità delle informazioni che riceviamo dipenderà sempre di più anche dalle scelte che faremo noi.

LEGGI ANCHE – Libertà di espressione sui social, al tavolo con i giganti del web.

Il futuro dell’informazione passa dalla personalizzazione

Le Custom Timelines sono una funzione utile, soprattutto per chi utilizza X ogni giorno per informarsi o per lavoro. Rendono più semplice seguire gli argomenti che ci interessano, riducono il rumore informativo e permettono di passare rapidamente da un tema all’altro senza perdere il contesto delle conversazioni.

Ma, a mio avviso, il loro valore va oltre la praticità. Rappresentano un altro tassello nell’evoluzione di una piattaforma che, nel corso degli anni, ha già cambiato più volte il nostro rapporto con l’informazione. Prima favorendo la disintermediazione tra cittadini, istituzioni e mezzi di comunicazione. Poi trasformando il modo in cui seguiamo gli eventi in tempo reale. Oggi provando a rendere più semplice orientarsi in un flusso di contenuti sempre più vasto.

È ancora presto per capire se questa strada cambierà davvero le abitudini degli utenti. Quello che appare evidente, però, è che la competizione tra le piattaforme non si gioca più soltanto sulla capacità di catturare la nostra attenzione. Sempre più spesso si gioca sulla capacità di aiutarci a trovare, nel momento giusto, le informazioni che stiamo davvero cercando.

giordano sottosanti presidenza consiglio

Giordano

Social media manager, contet writer SEO e comunicatore digitale. Ho collaborato e collaboro con importanti personalità, organizzazioni, Istituzioni e aziende. Mi occupo di comunicazione in tutte le sue forme, con focus su innovazione, politica e cultura.

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